VITA E (FORSE) MORTE DI FRANCO MELLIER
Un certificato, un presunto bug nella rete e per Franco Mellier comincia il calvario: non risulta più tra gli abitanti di Novara. Viene tampinato da strani personaggi, i suoi amici sembrano non vederlo, tra tutti solo Giulio gli concede considerazione. Paola, la sua compagna, all’inizio non gli crede e pensandolo affetto da qualche malattia misteriosa, lo sostiene con affetto crescente. La religione e l’arte non riescono a placare gli spettri che lo perseguitano né tanto meno offrire una soluzione alla condizione che l’opprime. Davanti alla porta di casa della suocera dove sono costretti a rifugiarsi, Paola si volta prevedendo l’inevitabile: dietro di lei il pianerottolo è buio e vuoto.
Questa in breve la sinossi del romanzo di Massimo Caccia uscito per LETTERE ANIMATE in questi giorni.
E' l'epopea del Signor Rossi di turno che si ritrova spiazzato dalla tecnologia e viene risvegliato in questo nei suoi principi e filosofia di vita nonché nel suo sentire e amare, dalla compagna al lavoro, all'arte.
La nebbia, tipica di Novara come di tante altre città, è palpabile in ogni pagina anche a livello psicologico, ma fa parte dell'ambiente di provincia che non sa riscattarsi dalla monotonia.
E' anche il raccontare le ansie quotidiane di una generazione che è nata con tante speranze e viene ora sommersa, nel suo declino anche biologico, dalla totale assenza di rispetto per la persona.
Lo stile è melanconico, ma non risulta pesante oltre misura. La presenza di termini colti e del gergo della critica d'arte si insinuano qua e là a sorreggere l'immagine del protagonista come "un gran signore" che sia pur con i suoi studi, subisce le angherie del progresso al pari di un operaio.
Leggero e sciolto alla lettura superficiale porta con sé spunti di riflessione sul nostro tempo.
Mi permetto di aggiungere il link, ma lo potete trovare in molti store online, in versione ebook e cartacea:

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